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Lello Tramma ha fatto un disco indipendente. Che non significa indie. Perché indie non vuol dire indiependente. Anzi, assai spesso, assai troppo, i dischi della categoria indie non raccontano proprio niente. Niente di nuovo, nulla di emozionante, nemmeno di spiritoso o intelligente. Ma si tratta pur sempre – almeno per tentare di venderli – di manifesti indie cosiddetti.
Embè stavolta parliamo di altra roba.
Lello Tramma – già frontman dei Palkoscenico – è padre, marito, operaio e musicista. Dunque non può perdere tempo. Non se lo può permettere. E in queste canzoni tutto ciò è rivelato e esplicito. Dire, senza girarci attorno. Sebbene stia in tram. Raccontare, senza infingimenti. Nonostante sia una creazione artistica, un artificio. Cantare con stile autonomo e autentico. Questo desiderava compiere e questo ha compiuto, Tramma.
A un certo punto verrebbe voglia di fare il gioco divertente e passivo, o viceversa, delle citazioni. Qua si sente Fossati, qua Roy Paci, Battisti, qua i CCCP, Almamegretta, La Crus. Ma a chi giova?
Giova, al contrario, catapultarsi, lasciarsi catapultare, nelle storie autobiografiche riassunte. O meglio, nella storia scucita-e-ricucita da questi molteplici frammenti: civili, amorosi, intimi. “A quarant’anni”, “Lo studente operaio”, “Le cose di te”. Microcosmi di un cielo consapevole, malinconico, galleggiante fra il solleone e il crepuscolo. L’esperienza e la responsabilità dei Palkoscenico hanno reso Tram|ma un uomo in movimento, ora solista. Nella frenesia dribbling che appartiene ai giovani, per l’elettricità, e ai meno giovani, per altrettanta elettricità. L’invito a chi sente quest’album è di abbandonarsi. Perdersi. Svenire e, dopo, risorgere. Quasi avesse avuto acqua fredda in faccia.

GIANNI VALENTINO

ASCOLTA IL DISCO
FACCIO UN GIRO IN TRAM

1. A quarant’anni

2. Lo studente operaio

3. Contro tempo

4. Odio l’estate

5. Non mi piace

6. Sto bene senza te

7. Cosa resterà

8. La festa patronale

9. Ai giovani

10. Le cose di te

11. Vederti sorridere

12. La ballata dell’idiota