Testi

A quarant’anni
Hanno provato a tutti i costi
a sistemarti con un posto al ministero
ma dopo un mese chissà perché
hai perso il tuo lavoro
progetti futuro autonomia per sentirti più libero
ma in questo senso di cruda realtà
ti senti solo con la tua libertà
Ti ritrovi a quarant’anni a condividere
il cesso con tuo padre che lavora ancora in fabbrica
tua madre che prepara da più di quarant’anni
la stessa colazione con la solita musica
anche Margherita ti guarda con disprezzo
adesso ha due figli un cane due conigli
ed un fantastico giardino con i fiori
può fare il barbecue
invece tu sei
solo come un cane
sei passato in pochi mesi dall’eskimo
alle giacche firmate comprate
con i soldi di mamma e papà
il sabato sera al centro sociale
la domenica l’aperitivo in barca a vela
Ti ritrovi a quarant’anni a condividere
il cesso con tuo padre che lavora ancora in fabbrica
tua madre che prepara da più di quarant’anni
la stessa colazione con la solita musica
anche Margherita ti guarda con disprezzo
adesso ha due figli un cane due conigli
ed un fantastico giardino con i fiori
può fare il barbecue
invece tu sei
solo come un cane

Lo studente operaio
Ricordo i tempi dell’università
quando arrivavo in facoltà
mi piaceva passare per l’aula autogestita
e ascoltare chi sparava la cazzata
più grande sulla politica interna
e sul programma del nuovo partito
in un angolo c’eri tu
con lo sguardo assopito
da mille pensieri chissà cosa pensavi
ricordo i pomeriggi passati a studiare
a fissare il parato anni settanta
tu mettevi su musica classica
ma io dovevo già ritornare in fabbrica
tu mettevi su musica classica
ma io dovevo già ritornare in fabbrica
Poi sei partita per Parigi
ed io ho trovato l’amore
Poi sei partita per Parigi
ed io ho incontrato l’amore
Poi sei partita per Parigi
ed io ho trovato l’amore
Poi sei partita per Parigi
ed io ho incontrato l’amore

Contro tempo
Non c’è niente da capire
sono stanco di spiegare
si tratta solo di ascoltare
ti ho messa tra gli appunti
di una vita ormai passata
dimentica e digerita
mando tutti all’inferno
e me ne vado a passeggiare
con la mia birra verso il mare
chi se ne frega se la favola
non ha una morale
ma un finale eccezionale
Mi sento contro tempo
in questo clima di uomini
e partiti ormai falliti
corro contro il tempo
qualcosa qui succederà
qualcuno un giorno riderà
è inutile che conti i miei difetti
ne son talmente tanti
che sembrano perfetti
non m’importa se ritorni
o non ritorni a casa mia
ho già una nuova compagnia
la radio mi pugnala
con il festival dei fiori
che noia i nuovi cantautori
a te fanno impazzire
se diventano anche attori
e s’improvvisano scrittori
Mi sento contro tempo
in questo clima di uomini
e partiti ormai falliti
corro contro il tempo
qualcosa qui succederà
qualcuno un giorno riderà
gridami che ti manco ancora
urlami che ti manco ancora ancora
Mi sento contro tempo
in questo clima di uomini
e partiti ormai falliti
corro contro il tempo
qualcosa qui succederà
qualcuno un giorno riderà

Odio l’estate
L’estate il bigliardino
Vasco dal jukebox
il tuo costume rosso
l’abbronzatura che ricordo ancora
l’abbronzatura che ricordo ancora
la pizza fredda la birra calda
la nostra canzone
a quell’orribile falò
io non dimentico
io non dimentico
quell’orribile falò
Odio l’estate
perché mi parla di te
odio l’estate
perché mi ricorda te
il segno del costume
la sabbia sotto ai piedi
sarà un’estate fantastica
cornetti caldi a mezzanotte
sentirsi dire sto bene
non ci lasceremo mai
le promesse estive
sono come quelle dei marinai
non si dimenticano mai
settembre ti detesto
per quella lettera
che non ho letto mai
Odio l’estate
perché mi parla di te
odio l’estate
perché mi ricorda te
Odio l’estate
perché mi parla di te
odio l’estate
perché mi ricorda te

Non mi piace
Non sopporta certa gente di sinistra
ragiona come quelli della destra
sempre pronti a criticare e a borbottare
ma la poltrona non la vogliono mollare
non mi piace l’operai assenteista
molto amico del signor sindacalista
che si ammala quando c’è più produzione
poi si lamenta se va in cassa integrazione
non sopporto il politico locale
sul manifesto con la faccia da maiale
parla bene poi si comporta male
ma come è misero il politico locale
Come vedi c’è sempre qualcuno
che ha ancora tante cose da imparare
come vedi c’è ancora qualcuno
che non ha più voglia di lottare
passando per il corso del paese
ho visto che non c’è più la sezione
ma c’è un bar con una sala di scommesse
dove è finito il partito delle promesse
non sopporto questi nuovi bene pensanti
con barba lunga come fossero dei
santi solo chiacchiere mode e aperitivi
non sopporto questi nuovi alternativi
Come vedi c’è sempre qualcuno
che ha ancora tante cose da imparare
come vedi c’è ancora qualcuno
che non ha più voglia di lottare
Come vedi c’è sempre qualcuno
che ha ancora tante cose da imparare
come vedi c’è ancora qualcuno
che non ha più voglia di lottare

Sto bene senza te
Non mi sta bene se tu mi guardi
non mi sta bene se giudichi
con quell’aria da intellettuale
hai perso un po’ di sex appleal
non mi sta bene se tu mi parli
non mi sta bene se critichi
il tuo sguardo un po’ sofisticato
ha perso un po’ di sex appeal
Non riesci a immaginare
come sto bene senza te
non riesci a sopportare l’idea
che sto bene senza te
i pregiudizi puoi lasciarli a casa
conosci bene i miei difetti
anche se i tuoi comportamenti
non sono poi così perfetti
non m’interessa se tu mi offendi
non m’interessa se tu mi guardi
con quell’aria finta trasandata
hai perso un po’ di sex appeal
Non riesci a immaginare
come sto bene senza te
non riesci a sopportare l’idea
che sto bene senza te
non ti devi preoccupare
perché sto bene senza te
non ti accorgi che sto bene
solo perché tu non ci sei
Non riesci a immaginare
come sto bene senza te
non riesci a sopportare l’idea
che sto bene senza te
non ti devi preoccupare
perché sto bene senza te
non ti accorgi che sto bene
solo perché tu non ci sei

Cosa resterà
Cosa resterà
di questo mare di numeri
cosa penseremo
quando la nave in porto attraccherà
saremo lì a guardare le nuvole
sceglieremo la forma più strana
per disegnare la nostra strada
cosa resterà
di questo clima di stupidi
cosa penserà
il pescatore che pescava nel suo mare
non ha più tempo
per guardare le nuvole
l’esca che usava su quell’amo
oggi non funziona più
l’esca che usava su quell’amo
oggi non funziona più
Ma si può sorridere ancora
scoprire tutto ciò che c’è di bello
vedere cosa bolle in pentola
cosa resterà
di questo mondo di numeri
cosa penserà
l’equilibrista in equilibrio sulla corda
non ha più voglia
ma spesso ricorda
gli anni passati a meditare
e a concentrarsi per non cadere giù
cosa resterà
di questo mare di numeri
cosa penseremo
quando la nave un giorno salperà
saremo lì a guardare le onde
guarderemo la nave allontanarsi
con la speranza
che un giorno torni ancora
guarderemo la nave allontanarsi
con la speranza
che un giorno torni ancora

La festa patronale
Le luminarie lo zucchero filato i palloncini
Il sindaco l’assessore il consigliere comunale
sono in prima fila alla festa patronale
la banda musicale è l’orgoglio del paese
quest’anno al clarinetto c’è il figlio del marchese
il brigadiere l’appuntato in alta uniforme
fanno l’occhiolino alle ragazze con belle forme
il matto del paese in capo alla processione
ormai è diventato una vera istituzione
ci sono le bancarelle con il torrone e le caramelle
e il vu cumprà che vuole venderti la borsa in finta pelle
tu che guardi un po’ schifato il consigliere comunale
che saluta con la mano la sua ciurma elettorale
Ogni anno arriverà la festa patronale
questo giorno un po’ speciale
ogni anno ci sarà la festa patronale
questo giorno eccezionale
dal balcone le comare fanno il segno della croce
c’è grande devozione si prega ad alta voce
la Bocca di Rosa del paese si è vestita proprio bene
è l’omaggio al nostro santo che ha sofferto tante pene
il prete butta l’occhio a quel vestito colorato
son passati cinquant’anni niente è cambiato
poi c’è il gran finale con i fuochi d’artificio
che il figlio di Raffaele ha preparato con sacrificio
poi c’è il gran finale con i fuochi d’artificio
che il figlio di Raffaele ha preparato con sacrificio
Ogni anno arriverà la festa patronale
questo giorno un po’ speciale
ogni anno ci sarà la festa patronale
questo giorno eccezionale

Ai giovani
Sono un illusionista un vagabondo
non ho uno scopo una meta fissa
di giorno canto e gioco con la rabbia
di notte mi spoglio e salto nudo contro il fuoco
il mio spirito non è mai calmo nel vedere la gente
che sorride poco e quando posso regalo un volo
senza costo ovunque sono anche nel vuoto
il mio spazio in questo mondo è indefinito
parcheggio le mie maschera
dove sento un buon odore e solo quando avverto
che il mio fiuto si è esaurito mi chiudo tra le ombre
e aspetto l’imbrunire aspetto l’imbrunire
mi hanno dato spesso del pagliaccio
del folle della peggiore razza
ma io non bado a questi pregiudizi
e continuo a ridere superbo
sui tanti volti dei giovani
invecchiati per tristezza
invecchiati per tristezza
mi hanno dato spesso del pagliaccio
del folle della peggiore razza
ma io non bado a questi pregiudizi
e continuo a ridere superbo
sui tanti volti dei giovani
invecchiati per tristezza
invecchiati per tristezza

Le cose di te
Le cose di te le
pause le distanze i silenzi
le paure le incertezze
i sorrisi i cambiamenti improvvisi
il tuo essere mutevole
le tue debolezze le tue fragilità
le tue debolezze le tue fragilità
le cose di te
la dolcezza la tua intimità
i discorsi i tuoi pensieri
l’espressione del tuo viso
i sogni che conosco
seguire il tuo respiro
La tua mente quando incontra la mia
è come un brivido che mi attraversa l’anima
la tua mente quando incontra la mia
è come musica che mi accarezza l’anima
la tua mente quando incontra la mia
è come un brivido che mi attraversa l’anima
la tua mente quando incontra la mia
è come musica che mi accarezza l’anima

Vederti sorridere
Mi piace vederti sorridere
saper che stai bene
immaginare quello che sarà di noi
quando un giorno crescerai
mi piacere vederti crescere
sapere che stai bene
immaginare quello che sarà di noi
quando un giorno partirai
riconosco i tuoi passi quando ritorni
da un semplice colpo di tosse
mentre sali le scale
ceneremo insieme ci racconteremo
le storie di vite vissute al presente
ma soprattutto le storie passate
Mi ricordo le domeniche al cinema
ti emozionavi poi scappava una lacrima
mi dicevi tutto va bene tutto va bene
le risposte alle domande che facevi
ti arrabbiavi perché spesso non capivi
eri troppo piccola piccola
cercherò di non commettere sbagli
darti dei buoni consigli
come un padre deve fare
con i suoi figli
resterò ad ascoltare i traguardi raggiunti
gli obbiettivi e gli scopi falliti
le speranze per giorni migliori
le speranze per giorni migliori
Mi piace vederti crescere
mi piace vederti sorridere
immaginare quello che sarà di noi
quando un giorno partirai
Mi ricordo le domeniche al cinema
ti emozionavi poi scappava una lacrima
mi dicevi tutto va bene tutto va bene
le risposte alle domande che facevi
ti arrabbiavi perché spesso non capivi
eri troppo piccola piccola
le passeggiate sulle spiagge desolate
correvi sempre verso il mare ad osservare
i gabbiani volare i gabbiani volare
le impronte che lasciavi sulla sabbia
in quel mese di aprile un po’ freddo
era come l’estate per noi
c’era il sole soltanto per noi
la la la la la la la la la la la la la la la

La ballata dell’idiota
C’è chi si logora per niente
c’è chi si arrabbia inutilmente
c’è chi si sbatte e non fa niente
chi resta fermo e immobile
chi guarda sempre nello sguardo altrui
chi dice non m’importa
io non c’entro è stato lui
e cerca sempre di scoprire qualche cosa
che non conoscerà mai
chi si lamenta e non fa niente
chi perde tempo inutilmente
chi si accontenta e non gode mai
chi resta fermo e inutile
chi resta fermo e immobile
Invece io non voglio più
guardarmi intorno
e fare finta di niente
invece io non resto più
a guardare la luna
che si muove lentamente regolarmente
chi gioca a fare il cantautore
ma non conosce i do maggiore
chi gioca a fare l’intellettuale
e legge solo l’internazionale
chi gioca a fare la rivoluzione
chi gioca a fare la rivoluzione
Invece io non voglio più
guardarmi intorno
e fare finta di niente
invece io non resto più
a guardare la luna
che si muove lentamente regolarmente